Come evitare il fallimento delle piccole e medie imprese italiane e impedire il collasso socio-economico dell'Italia grazie all'Industria 4.0 (Network di PMI 4.0 nazionale)
"Come possiamo evitare che le piccole e medie imprese, le micro attività commerciali e artigianali falliscano a causa della concorrenza enorme delle multinazionali internazionali che grazie ai loro grandi capitali possono vendere a prezzi molto bassi garantendo qualità elevata dei prodotti e servizi, ed evitare quindi la disoccupazione di massa e la povertà di massa che tutto questo può comportare, soprattutto in Italia dove è molto basso lo sviluppo tecnologico che è necessario per essere competitivi?"
Nelle piccole e medie imprese italiane lavorano più di 20 milioni di persone. Il fallimento del tessuto imprenditoriale formato dalle PMI, verso cui si va incontro nella competizione mondiale con le multinazionali, causerebbe una crisi socio-economica nazionale di proporzioni immense.
Nelle piccole e medie imprese italiane lavorano più di 20 milioni di persone. Il fallimento del tessuto imprenditoriale formato dalle PMI, verso cui si va incontro nella competizione mondiale con le multinazionali, causerebbe una crisi socio-economica nazionale di proporzioni immense.
(domanda posta qui https://www.facebook.com/groups/1671458766483775/permalink/1682173568745628/)
(Nota: tutte le idee proposte, e il materiale disponibile in questo blog, sono a totale e libera disposizione di tutti, possono essere riadattate sul proprio sito web o in altri contesti - politico, economico, culturale, ecc. - o copiate senza limiti, vincoli di nessuna natura. Anzi, se ne consiglia la più elevata e libera diffusione in ottica open source a beneficio della società)
(Nota: tutte le idee proposte, e il materiale disponibile in questo blog, sono a totale e libera disposizione di tutti, possono essere riadattate sul proprio sito web o in altri contesti - politico, economico, culturale, ecc. - o copiate senza limiti, vincoli di nessuna natura. Anzi, se ne consiglia la più elevata e libera diffusione in ottica open source a beneficio della società)
Esiste una soluzione praticabile per evitare questo problema, una soluzione per evitare che milioni di persone in Italia rimangano senza lavoro, o comunque senza reddito, evitando il conseguente collasso economico dell'Italia e il peggioramento della qualità di vita di tutti, una soluzione che ha il potenziale di migliorare l'economia italiana innescando processi virtuosi come aumento delle entrate fiscali e conseguente riduzione delle tasse su persone e aziende, aumento delle pensioni e degli stipendi, miglioramento dei servizi pubblici, del welfare, riduzione del debito pubblico, maggiore flessibilità delle banche, aumento dell'attrazione degli investimenti in Italia, ecc.
In effetti stiamo assistendo al graduale fallimento delle piccole aziende a causa dell'impossibilità delle singole imprese nel competere contro le multinazionali internazionali, perchè le multinazionali hanno molto denaro per acquistare materie prime a basso costo, per investire in tecnologie per migliorare sia i materiali (es. nanotecnologie e biotecnologie che consentono di migliorare la qualità dei materiali e ridurne i costi aumentando quindi la liquidità aziendale con possibilità di ridurre i prezzi al consumatore) che i processi aziendali per ridurre i costi aziendali, aumentando la produttività (es. cloud computing, software per analisi big data, software deep learning, sistemi robotici - automatizzazione robotica e software - laboratori aziendali per la ricerca scientifica e tecnologica, digitalizzazione dei processi, ecc.).
Le piccole e medie aziende non possono competere da sole contro le multinazionali, operando individualmente sono destinate al fallimento certo, e di conseguenza a licenziare milioni di persone che difficilmente troveranno lavoro a meno che non riescano ad aggiornarsi rapidamente ai nuovi sviluppi economici in atto nel mondo, acquisendo competenze in ambiti digitale-tecnologico-scientifici (ambiti economici verso cui si sta muovendo il mercato del lavoro).
Milioni di persone in Italia sono destinate a rimanere senza lavoro per molti anni se le PMI falliscono (molto probabile a causa dei grandi competitor internazionali), perchè l'aggiornamento formativo richiede molto tempo, ma le persone devono mangiare tutti i giorni, hanno spese elevate per sopravvivere, mantenere la loro famiglia, e non hanno molto tempo da dedicare alla formazione lavorativa richiesta dall'attuale mercato del lavoro, quindi è necessario impedire che le PMI falliscano fornendo loro una struttura tecnologico-organizzativa adeguata (industria 4.0) che consenta loro resilienza competitiva nei confronti delle multinazionali, preservando i lavoratori, gli imprenditori, i prodotti-servizi italiani delle PMI. (L'aggiornamento formativo nei nuovi ambiti di sviluppo economico in atto del personale dipendente e degli imprenditori stessi è comunque molto importante per migliorare il funzionamento dell'azienda ed essere competitivi, nel frattempo va evitato che la competizione delle PMI con le multinazionali causi scompensi lavorativi e sociali acuti difficili da gestire nel breve-medio periodo, risolvibili, anzi prevenibili, a monte con l'aggiornamento delle pmi all'industria 4.0 - network di PMI 4.0 - AFFIDANDOSI AI TECNICI DEL SETTORE E AI COMPETENCE CENTER 4.0 E DIGITAL INNOVATION HUB PER FARSI SUPPORTARE NELLO SVILUPPO DEL NETWORK DI PMI 4.0 secondo quanto descritto in questa analisi).
Oggi non è sufficiente nemmeno più la laurea per ottenere una occupazione soddisfacente sia come imprenditore/professionista che come dipendente in qualsiasi campo.
Quindi come possiamo evitare che le piccole e medie aziende falliscano, ed evitare un potenziale collasso economico dell'Italia, in una situazione già di crisi economica-sociale nazionale acuta?
Come possiamo evitare che la disoccupazione, la povertà in Italia continui ad aumentare?
Soprattutto come possiamo evitare che le conseguenze di tale crisi economico-occupazionale provochi potenziali gravi conflitti sociali, criminalità crescente?
In che modo possiamo competere contro le multinazionali internazionali e rendere l'Italia un luogo di benessere sociale, ambientale, di sviluppo culturale, scientifico?
Come è possibile far sviluppare ai cittadini, alle imprese, alle scuole, e altri soggetti, una consapevolezza ampia dei gravi e interdipendenti problemi sociali, economici, ecologici dell'Italia e stimolarli a studiare soluzioni che inquadrino tutti questi problemi insieme?
Costituire un Network di PMI 4.0 (consorzio di PMI 4.0 sistemico-multisettoriale) in tutta Italia per essere competitive con le multinazionali internazionali, cominciando gradualmente anche con micro-aggregati locali nelle città (formati da piccole aziende, associazioni, scuole, centri di ricerca, cittadini, enti pubblici, competence center 4.0-digital innovation hub, ecc.) per poi evolversi in macro-aggregati su scala regionale e poi nazionale (ma cercando di stabilire linee guida universali, princìpi fondamentali per tutti mediante un dibattito analitico-tecnico a livello nazionale tra cittadini, istituzioni, associazioni, scuole, centri di ricerca, , competence center 4.0-digital innovation hub, ecc. per velocizzare-ottimizzare il processo, riducendo gli ostacoli eventuali, e studiare soluzioni per risolvere problemi collettivi nazionali di natura sociale, economica, ecologica attraverso la diffusione di informazioni efficaci per far sviluppare consapevolezza collettiva dei problemi nazionali.
Come è possibile far sviluppare ai cittadini, alle imprese, alle scuole, e altri soggetti, una consapevolezza ampia dei gravi e interdipendenti problemi sociali, economici, ecologici dell'Italia e stimolarli a studiare soluzioni che inquadrino tutti questi problemi insieme?
Costituire un Network di PMI 4.0 (consorzio di PMI 4.0 sistemico-multisettoriale) in tutta Italia per essere competitive con le multinazionali internazionali, cominciando gradualmente anche con micro-aggregati locali nelle città (formati da piccole aziende, associazioni, scuole, centri di ricerca, cittadini, enti pubblici, competence center 4.0-digital innovation hub, ecc.) per poi evolversi in macro-aggregati su scala regionale e poi nazionale (ma cercando di stabilire linee guida universali, princìpi fondamentali per tutti mediante un dibattito analitico-tecnico a livello nazionale tra cittadini, istituzioni, associazioni, scuole, centri di ricerca, , competence center 4.0-digital innovation hub, ecc. per velocizzare-ottimizzare il processo, riducendo gli ostacoli eventuali, e studiare soluzioni per risolvere problemi collettivi nazionali di natura sociale, economica, ecologica attraverso la diffusione di informazioni efficaci per far sviluppare consapevolezza collettiva dei problemi nazionali.
Il motivo per cui le multinazionali internazionali possono offrire beni e servizi di alta qualità e ad un prezzo molto basso rispetto alle piccole aziende consiste nell'avere enormi capitali per investire nelle tecnologie prima menzionate, le quali consentono loro di ridurre enormemente i costi aziendali e aumentare la produttività, migliorare la qualità dei beni-servizi, migliorare il rapporto coi clienti e la loro esperienza d'acquisto, soddisfare nei minimi dettagli il consumatore, venirgli incontro con prodotti personalizzati agendo a 360 gradi, acquisendo nuovi clienti e aumentando le vendite.
Il motivo per cui le piccole e medie aziende italiane sono destinate al fallimento, in quanto non capaci da sole di competere contro le multinazionali internazionali, è che operando da sole, individualmente, non avranno mai il denaro sufficiente ad investire nelle tecnologie menzionate, per cui sarà per loro impossibile competere con dei colossi come le multinazionali internazionali che hanno capitali immensi e tecnologie di ultima generazione, laboratori di ricerca scientifica-tecnologica per migliorare i loro prodotti-servizi, tecnologie di analisi del mercato mondiale che permettono di prevedere le tendenze dei consumatori e conoscere in anticipo quali prodotti-servizi vorranno i consumatori e di agire in anticipo sui concorrenti in tutto il mondo, cosa che le piccole aziende non possono permettersi operando da sole, individualmente.
A questo punto avrete già preso coscienza di qual è la prima causa che è alla base del potenziale graduale fallimento futuro di tutte le piccole e medie imprese italiane, dei professionisti, delle piccole attività commerciali, di chi lavora nel mondo delle "arti e dei mestieri", nel tentativo di competere contro le multinazionali internazionali, che potrebbe portare alla disgregazione sociale ed economica dell'Italia, al suo totale fallimento nel contesto economico-sociale-geopolitico mondiale, la prima causa che porterà potenzialmente alla chiusura di tutte le piccole e medie attività italiane (ad una ad una inesorabilmente), cadendo come le tessere di un domino (effetto domino) e distruggendo l'economia italiana: l'agire individuale delle aziende italiane, la "cultura dell'individualismo" che si fonda sull'ostinazione del "fare sempre da soli", sul "non avere bisogno di aiuto",
sulla riluttanza alla "collaborazione", a "fare sistema". (Questo articolo dà una chiara idea dei vantaggi che le PMI possono ricavare dalla loro collaborazione http://www.exportnewsblog.com/2016/06/15/litalia-e-una-repubblica-democratica-fondata-sulle-pmi/)
L'unione fa la forza!
L'unione fa la forza!
Ma da un po' di tempo notiamo che questa "cultura dell'individualismo" che permea la società italiana, e quindi anche l'economia italiana, sta cominciando a vacillare, e lo possiamo osservare in esempi collaborativi e di responsabilità socio-ambientale come la sharing economy, i gruppi di acquisto solidale (economia solidale), l'open source, l'open innovation, l'economia circolare: per ora timidi segnali di una evoluzione potenziale della mentalità collettiva italiana verso una "cultura della collaborazione" sociale ed economica.
Questa evoluzione avviene, tuttavia, troppo lentamente, con il rischio che l'Italia non riesca ad allinearsi ai processi geo-politico-economici mondiali in un contesto di dinamiche competitive economiche non equilibrate che possono far fallire il sistema economico italiano con conseguenze disastrose per ogni persona che vive in Italia.
Abbiamo quindi necessità di accelerare il trend positivo, ma ancora embrionale, di sviluppo socio-economico generato dalla collaborazione sociale ed economica dei cittadini, imprese, istituzioni, associazioni, enti di ricerca, scuole in atto in tutta Italia attraverso un progetto più solido, coordinato a livello nazionale anche se sviluppato in modo individuale dai vari stakeholder.
Le piccole e medie aziende italiane, le piccole attività commerciali, i professionisti, ecc., in tutta Italia devono unirsi, collaborare, fare "network", fare "rete", fare "sistema", devono cioè organizzarsi in gruppi socio-economici coesi (Network di PMI 4.0, basate sul modello Industria 4.0), che operano sinergicamente, in modo "sistemico"-interconnesso come avviene tra gli apparati di un organismo umano, anche inizialmente in piccoli gruppi secondo "linee guida nazionali universali" (a questo step si arriva con un dibattito collettivo tra gli stakeholder), con sviluppo graduale del processo, fino a formare un macro-gruppo sistemico regionale e poi nazionale di aziende e altre realtà socio-economiche (anche associazioni non profit, scuole, centri di ricerca, singoli individui, ecc.), quindi, ricercare fondi finanziari per investire in tecnologie e processi organizzativi aziendali come se fosse una unica azienda.
Le piccole e medie aziende italiane, le piccole attività commerciali, i professionisti, ecc., in tutta Italia devono unirsi, collaborare, fare "network", fare "rete", fare "sistema", devono cioè organizzarsi in gruppi socio-economici coesi (Network di PMI 4.0, basate sul modello Industria 4.0), che operano sinergicamente, in modo "sistemico"-interconnesso come avviene tra gli apparati di un organismo umano, anche inizialmente in piccoli gruppi secondo "linee guida nazionali universali" (a questo step si arriva con un dibattito collettivo tra gli stakeholder), con sviluppo graduale del processo, fino a formare un macro-gruppo sistemico regionale e poi nazionale di aziende e altre realtà socio-economiche (anche associazioni non profit, scuole, centri di ricerca, singoli individui, ecc.), quindi, ricercare fondi finanziari per investire in tecnologie e processi organizzativi aziendali come se fosse una unica azienda.
(Approfondimento sui vantaggi della collaborazione tra imprese e aspetti tecnico-legali:
https://www.google.it/search?q=vantaggi+della+collaborazione+tra+aziende&rlz=1C1GTPM_enIT733IT734&oq=vantaggi+della+collaborazione+tra+aziende&aqs=chrome..69i57.182086j0j9&sourceid=chrome&ie=UTF-8)
Ma questo non è sufficiente.
Per sopravvivere bisogna evolversi, progredire!
Per sopravvivere bisogna evolversi, progredire!
Esiste una "Seconda Causa" che è alla base del potenziale fallimento totale della piccole e medie aziende italiane: l'eccessivo basso livello tecnologico e della cultura digitale delle aziende italiane
e in generale della società italiana.
L'Italia è una nazione culturalmente protesa maggiormente verso lo sviluppo delle discipline umanistiche e di meno verso lo sviluppo scientifico-tecnologico, anche se abbiamo avuto e abbiamo oggi personalità straordinarie, geniali nel panorama scientifico-tecnologico.
Chi è appassionato di storia lo sa benissimo.
L'Italia è una nazione culturalmente protesa maggiormente verso lo sviluppo delle discipline umanistiche e di meno verso lo sviluppo scientifico-tecnologico, anche se abbiamo avuto e abbiamo oggi personalità straordinarie, geniali nel panorama scientifico-tecnologico.
Chi è appassionato di storia lo sa benissimo.
Esiste una forte resistenza culturale-politica all'innovazione tecnologica e alla ricerca scientifica in Italia, ma le multinazionali giocano strategicamente proprio sull'innovazione tecnologica e la ricerca scientifica avanzata ad alti livelli per sbaragliare la concorrenza a livello internazionale, per cui in Italia se le piccole e medie aziende e altre realtà economiche, ma anche sociali, non si adeguano ad un tale processo di sviluppo tecnologico-scientifico sia del tessuto sociale che economico saranno destinate al fallimento certo, fallirà l'intera società italiana e saremo costretti a chiedere l'elemosina di altre Nazioni per sopravvivere, alle loro condizioni ovviamente, quindi cesseranno le nostre libertà.
Le multinazionali internazionali hanno molto denaro e investono massicciamente in tecnologie dell'Industria 4.0, ovvero quelle tecnologie prima menzionate (cloud computing, digitalizzazione dei processi, automazione, analisi dei big data, nanotecnologie, biotecnologie, ecc.) e in nuovi processi produttivi che fanno uso di nanotecnologie e biotecnologie, oppure in sistemi produttivi nuovi come ad esempio, in ambito agricolo, sistema produttivo aeroponico-idroponico in strutture definite "vertical farm"; sono molto digitalizzate e automatizzate per ridurre i costi aziendali e migliorare l'efficienza generale dell'azienda.
Integrazione sinergica di tecnologie e processi socio-economici collaborativi per migliorare il funzionamento sistemico del Network
Integrazione sinergica di tecnologie e processi socio-economici collaborativi per migliorare il funzionamento sistemico del Network
Le piccole e medie aziende italiane e altre realtà economiche oltre a unirsi e collaborare nel formare un'unica macro-azienda che possa competere con le multinazionali internazionali in un contesto mondiale ed evitare la disgregazione economico-sociale dell'Italia, riuscendo insieme a trovare i capitali sufficienti ad investire nelle tecnologie citate, devono investire in un'altra strategia competitiva, ovvero aggiornarsi a quella che viene definita industria 4.0, consistente in un modello organizzativo dell'azienda digitale-automatizzato-interconnesso-sistemico e interrelazionato sinergicamente con altre aziende in un quadro di pianificazione aziendale comune ed integrare nei meccanismi funzionali-organizzativi del Network alcuni utili processi estrapolati da fenomeni socio-economici in atto da alcuni anni in tutto il mondo quali: processi organizzativi derivanti dalla "sharing economy", come ad esempio la condivisione di macchinari, veicoli, dispositivi, uffici, computer, cloud, software, sistemi di produzione energetica, ecc. attraverso una piattaforma telematica che funga da hub di collegamento sistemico fra i vari soggetti del Network e le loro risorse fisiche (es. macchine-software) e tecnico-intellettuali (risorse umane in ottica smart working); accelerare il miglioramento dei processi mediante l'open source-open innovation; acquisire macchinari e altre risorse a costi ridotti mediante i gruppi di acquisto solidale; risparmiare attivando processi basati sulla economia circolare.
Una volta che l'intero network di aziende, professionisti e altre realtà economiche si sarà aggiornato all'industria 4.0 si potrà procedere allo sviluppo delle singole aziende a livello internazionale
promuovendo i loro peculiari prodotti artigianali italiani, i loro beni e servizi in tutto il mondo.
Le conseguenze saranno positive anche a livello statale: maggiori guadagni delle aziende significa anche maggiori entrate fiscali per lo Stato che potrà pertanto ridurre le tasse sulle persone e aziende,
migliorare i servizi pubblici, ridurre il debito pubblico, migliorare il welfare, la sanità pubblica, le scuole, ecc.
A proposito di welfare: l'industria 4.0 può essere sviluppata anche in ottica sociale attraverso un "dividendo sociale" (leggi qui: http://industry4evoluzioneciviltaumana.blogspot.it/2017/05/proposta-del-dividendo-sociale.html)
Inoltre una volta avviato tale processo, si creeranno le condizioni ottimali per far rientrare in Italia facilmente le aziende italiane che hanno delocalizzato all'estero e che portano attualmente valore al di fuori dell'Italia, e far rientrare in Italia i cosiddetti "cervelli in fuga" (persone che possono migliorare l'economia e società italiana ma che per mancanza di possibilità di sviluppo della loro intelligenza e creatività in Italia hanno scelto altre strade fuori dall'Italia che consentono loro di realizzarsi, e che adesso stanno creando valore fuori dall'Italia, risorse che noi abbiamo perso ma che possiamo riprenderci se collaboriamo e innoviamo tecnologicamente e culturalmente
le nostre aziende, e gradualmente, con progetti sociali all'interno del macro network imprenditoriale che si andrà a costituire, diffondere cultura digitale nella società a tutti i livelli sociali e nella pubblica amministrazione ), per far rientrare aziende e cervelli in fuga in Italia è necessario investire in innovazione tecnologica delle aziende italiane e della pubblica amministrazione, e tutto questo è possibile proprio "facendo rete", collaborando in piccoli gruppi inizialmente fino a formare un macro-gruppo nazionale di aziende, persone, associazioni, scuole, centri di ricerca, ecc.
Incentivi alla formazione e sviluppo del Network a beneficio dei singoli cittadini, aziende e della società in generale:
Il Network può integrare una serie di funzioni di supporto, aiuto per le aziende, i cittadini e altri soggetti partecipanti, come:
- un fondo finanziario di aiuto per le aziende in difficoltà
- un fondo finanziario di aiuto per i cittadini in difficoltà
- un incentivo monetario per stimolare cittadini e altri soggetti del Network a partecipare al miglioramento continuo del Network consistente ad esempio in un reddito di base erogato a tutti gli associati e in ulteriori incentivi monetari o di altra natura erogabili a scaglioni in base al livello di partecipazione degli associati al miglioramento del Network, ad iniziative sociali
Incentivi alla formazione e sviluppo del Network a beneficio dei singoli cittadini, aziende e della società in generale:
Il Network può integrare una serie di funzioni di supporto, aiuto per le aziende, i cittadini e altri soggetti partecipanti, come:
- un fondo finanziario di aiuto per le aziende in difficoltà
- un fondo finanziario di aiuto per i cittadini in difficoltà
- un incentivo monetario per stimolare cittadini e altri soggetti del Network a partecipare al miglioramento continuo del Network consistente ad esempio in un reddito di base erogato a tutti gli associati e in ulteriori incentivi monetari o di altra natura erogabili a scaglioni in base al livello di partecipazione degli associati al miglioramento del Network, ad iniziative sociali
Come cominciare, o meglio continuare, questo processo di collaborazione e di sviluppo di tale realtà?
Il piano del Ministero dello Sviluppo Economico italiano prevede la formazione di competence center 4.0 e digital innovation hub per lo sviluppo dell'industria 4.0 in Italia.
Queste strutture di supporto sono in fase di avvio (ufficialmente è partito il primo digital innovation hub nel Friuli Venezia Giulia, il DIEX), ed è possibile rivolgersi a loro per ottenere supporto necessario per sviluppare questa idea e per cominciare un dialogo costruttivo a livello nazionale.
Cittadini interessati alla questione, aziende, associazioni, scuole, enti pubblici, centri di ricerca, ecc. possono rivolgersi a ai competence center 4.0 e digital innovation hub nazionali per avviare un dialogo nazionale atto a sviluppare le linee guida generali per l'avvio del network in micro-gruppi locali e per il loro graduale sviluppo a livello nazionale.
Cittadini interessati alla questione, aziende, associazioni, scuole, enti pubblici, centri di ricerca, ecc. possono rivolgersi a ai competence center 4.0 e digital innovation hub nazionali per avviare un dialogo nazionale atto a sviluppare le linee guida generali per l'avvio del network in micro-gruppi locali e per il loro graduale sviluppo a livello nazionale.
Per seguire gli sviluppi dell'industria 4.0 e delle idee per veicolarla verso il miglioramento della società si invita a seguire questo blog: http://industry4evoluzioneciviltaumana.blogspot.com/
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Una raccolta di notizie sulla situazione critica dell'economia, società italiana e problemi ambientali che il Network di PMI 4.0 potrebbe risolvere, ma soprattutto prevenirne uno sviluppo nocivo per tutti:
http://www.wallstreetitalia.com/aziende-in-crisi-in-italia-e-qui-che-si-rischia-di-essere-licenziati/
http://quifinanza.it/lavoro/in-italia-chiudono-390-imprese-al-giorno-16-ogni-ora/67104/
http://www.demos.it/a00241.php
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/15/crisi-disoccupazione-e-banche-al-collasso-litalia-sprofonda-ma-pensa-solo-a-pizzarotti/2729437/
http://www.huffingtonpost.it/2016/12/31/economia-italia-2017_n_13914500.html
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Il-debito-pubblico-banca-italia-43d4b5f6-8f7c-437e-a6c6-8035a2ebbd18.html
http://quifinanza.it/soldi/banche-debito-globale-da-152-mila-miliardi-italia-maglia-nera/87006/
http://www.corriere.it/economia/17_maggio_03/aumento-disoccupati-over-50-la-prima-volta-superano-giovani-2d2589a0-2f5c-11e7-88d3-be5206e98599.shtml
http://www.informazionefiscale.it/lavoro-2017-disoccupazione-aumento-istat
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/09/lavoro-istat-a-novembre-2016-la-disoccupazione-e-tornata-a-salire-quella-giovanile-ai-massimi-da-ottobre-2015/3303572/
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/oxfam-poverta-un-italiano-su-4-a-rischio-9fc11dc2-a453-45b9-ac8d-82229e66f051.html
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/09/politiche-ambientali-ue-boccia-ancora-litalia-la-copresidente-dei-verdi-roma-inerte-nonostante-le-multe-milionarie/3376474/
http://www.greenreport.it/news/consumi/qual-limpronta-ecologica-dellitalia-strada-per-provare-ridurla/
Una raccolta di notizie sulla situazione critica dell'economia, società italiana e problemi ambientali che il Network di PMI 4.0 potrebbe risolvere, ma soprattutto prevenirne uno sviluppo nocivo per tutti:
http://www.wallstreetitalia.com/aziende-in-crisi-in-italia-e-qui-che-si-rischia-di-essere-licenziati/
http://quifinanza.it/lavoro/in-italia-chiudono-390-imprese-al-giorno-16-ogni-ora/67104/
http://www.demos.it/a00241.php
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/15/crisi-disoccupazione-e-banche-al-collasso-litalia-sprofonda-ma-pensa-solo-a-pizzarotti/2729437/
http://www.huffingtonpost.it/2016/12/31/economia-italia-2017_n_13914500.html
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Il-debito-pubblico-banca-italia-43d4b5f6-8f7c-437e-a6c6-8035a2ebbd18.html
http://quifinanza.it/soldi/banche-debito-globale-da-152-mila-miliardi-italia-maglia-nera/87006/
http://www.corriere.it/economia/17_maggio_03/aumento-disoccupati-over-50-la-prima-volta-superano-giovani-2d2589a0-2f5c-11e7-88d3-be5206e98599.shtml
http://www.informazionefiscale.it/lavoro-2017-disoccupazione-aumento-istat
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/09/lavoro-istat-a-novembre-2016-la-disoccupazione-e-tornata-a-salire-quella-giovanile-ai-massimi-da-ottobre-2015/3303572/
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/oxfam-poverta-un-italiano-su-4-a-rischio-9fc11dc2-a453-45b9-ac8d-82229e66f051.html
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/09/politiche-ambientali-ue-boccia-ancora-litalia-la-copresidente-dei-verdi-roma-inerte-nonostante-le-multe-milionarie/3376474/
http://www.greenreport.it/news/consumi/qual-limpronta-ecologica-dellitalia-strada-per-provare-ridurla/

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