Industria 4.0: benefici sociali e ambientali non contemplati nel piano nazionale del Ministero dello Sviluppo Economico come elemento accelerativo del piano industria 4.0
@CarloCalenda #industry40 [#SviluppoDigitale #SviluppoSociale] Raffaella Iacci chiede: Sono interessata a questi argomenti, pur avendo una formazione universitaria unicamente nell'ambito giuridico- sociale. Mi interessa l'idea che la robotica possa essere utilizzata a livello di welfare, nell'ambito socio- sanitario- assistenziale. Mi piacerebbe conoscere esperienze realizzate in questi settori in Italia ed all'estero. Mi risulta che una sperimentazione sia stata realizzata, se pur in modo molto limitato, in una R.S.A. (Residenza Sanitaria Assistita ) della Toscana. Sapete fornirmi indicazioni più dettagliate? Mi risulta che in Giappone su questo piano siano molto più avanti, ma come indirizzare questa ricerca?
Risposta:
Grazie a Lei Raffaella per la sua presenza nel gruppo e per le sue utili informazioni e domande. Mi soffermo provvisoriamente sulla sua ultima domanda, coinvolgendo il Professor Marco Taisch e il Professor Piero Dominici (se disponibili). Approfondiremo in seguito gli altri aspetti.
Il motivo per cui in Italia l'industria 4.0 non riesce a svilupparsi nel suo pieno potenziale è la scarsa attenzione che il Ministero dello Sviluppo Economico ha posto nell'analisi dell'aspetto sociale all'interno del piano nazionale industria 4.0: quale beneficio ne trae la società e il singolo individuo dallo sviluppo dell'industria 4.0?
Il problema è che il focus dell'industria 4.0 è troppo spostato verso l'aspetto manifatturiero (economico), ma poco su quello sociale (welfare, sanità, scuola, ecc.). Questo provoca anche un altro problema che ostacola lo sviluppo dell'industria 4.0: l'implementazione di sistemi tecnologici avanzati sta causando disoccupazione tecnologica, a tal proposito cominciano ad emergere dati preoccupanti che appunto rischiano di bloccare lo sviluppo e soprattutto l'evoluzione a beneficio della società dell'industria 4.0.
Invece, se i benefici sociali (collettivi e individuali) dello sviluppo dell'industria 4.0 sono enormemente superiori ai suoi "aspetti negativi" (come la disoccupazione tecnologica), la aziende, la società, la politica si orienterà verso lo sviluppo accelerato dell'industria 4.0. Bisogna pertanto puntare su questo aspetto: formare, educare al pensiero dell'ipercomplessità sociale (Dominici) e i benefici sociali/ambientali e individuali dei cittadini verso cui il "modello 4.0" tenderà gradualmente ad evolversi e che va orientato già da subito per coinvolgere positivamente e attivamente l'economia e la società italiana nello sviluppo dell'industria 4.0 e del modello 4.0.
Bisogna modificare la percezione del fenomeno "industria 4.0" da "economico-industriale" a "socio-economico-ambientale", altrimenti in Italia l'industria 4.0, con tutti i suoi potenziali vantaggi sociali ed economici, non si svilupperà idoneamente e perderemo sia il vantaggio competitivo con le altre nazioni, sia tutti gli enormi benefici sociali-economici-ambientali che le evolute "tecnologie 4.0" possono portare se opportunamente orientate in tale direzione.
Se si ragiona in questi termini, ad esempio il problema della disoccupazione tecnologica può essere risolto non solo parzialmente puntando sulla "formazione 4.0" , ma anche sull'emissione di un "dividendo sociale 4.0"* utilizzabile per migliorare il welfare, i servizi sociali, ecc. in un'ottica 4.0 di sviluppo della società. Cominciamo a sperimentare questo modello in una città culturalmente molto predisposta all'innovazione come Milano ( a mio avviso, ma si può fare in una qualsiasi altra città) per coinvolgere attraverso lo stimolo competitivo tutte le altre città (per emulazione) puntando sui benefici sociali che l'industria 4.0 può generare se ben orientata in tal senso.
* Il dividendo sociale 4.0 consiste nel veicolare parte del maggior flusso fiscale generato dalle aziende che implementano tecnologie 4.0 (secondo l'impostazione del piano nazionale industria 4.0) verso il miglioramento dei servizi sociali, il welfare, la sanità, ecc.,ma più nello specifico, per stimolare i cittadini ad interessarsi attivamente all'industria 4.0 in tutti i suoi aspetti (soprattutto sociali-ambientali), il dividendo sociale dovrebbe configurarsi come "reddito di cittadinanza" erogato a condizione che venga speso all'interno di un sistema socio-economico organizzato per lo sviluppo-miglioramento socio-economico-ambientale dell'Italia.
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